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Adua Guadagno

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SoNo aDua dEttA bEttY AlTa 1.71 Kg 56 MolTo sOcIeVolE Mi pIacE faRe aMiciZia! Ma aMo cMq E pEr seMpRe iL mIo diAvoletTo lE mIe iDee pOliTicHe SimpAtiZzAno pEr l'EstRma DestRa, sonO fAsCistA PerChe' E' l?unIca iDeA poLitIca cHe sI aVvvICinA dI piU' aLlE mi idEe. SonO aTea, oDiO la cHieSa e Che pIu'? bHe iL rEstO lO scOprIte cOnoScenDomi..
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Tratto da: “…tutto un sogno, la vita!” di Adua Guadagno

…Possano anche i mali di questa terra scagliarsi tutti su di me, ma nel mio inconscio so che nessuno l’ha scritto per far si che ciò accadesse. Tutto ciò che credo è quello che mi creo, non c’è un punto fermo nella nostra vita, non c’è una meta già stabilita, siamo noi a dover creare tutto ciò che dovrà avvenire e siamo noi a decidere se voler soffrire molto, poco, o quasi niente; perché qui non c’è la via della non sofferenza possiamo limitarci a sentirla ma non possiamo eliminarla, e comunque vadano le cose sacrifici e lotte saranno sempre dinnanzi a noi e ci faranno sempre ricordare come fa schifo questa esistenza.  Ogni nostro atto non verrà ripagato con una punizione ma verrà constatato dalle azioni successive, le famosissime conseguenze, quelle che ci fanno ripensare ad ogni azione. Nessuno ci punirà, non c’è nessuno che ha deciso il nostro destino, non può esistere un essere superiore a tal punto da essere così spregevole se egli esisteva avrebbe sterminato la terra già milioni di anni fa, altrimenti non si spiega perché un essere descritto con tanta riverenza possa essere invece spregevole e senza cuore.

Tutto questo è un illusione dell’essere umano per far si che la vita abbia un senso, per rispondere ai famosissimi dogmi che nessuno mai risponderà, per cercare di dar significato a tutto, per poter alzarsi la mattina e avere un senso su cui sacrificarsi, su cui soffrire, su cui battere tutto quest’odio nei confronti della vita. È una pazzia, che viene imposta dal vostro cuore soprattutto nel momento della miseria, in quel attimo che nessuno potrà aiutarci tranne che qualcosa che non esiste, e quindi si prega, si spera e si inizia ad aspettare che qualcosa cambi, che qualcuno faccia cambiare le cose, pregare, inginocchiarsi per qualcuno che non abbiamo mai visto, rispettare qualcuno che non rispetta noi,  soffrire per qualcuno che non ha pena. Non è nelle mie idee non è nel mio bisogno, implorare, prestare fede che qualcuno dall’alto avrà pena di me e mi aiuterà, no io voglio vivere con rispetto perché so che si può vivere con decenza ma non si può morire con dignità. La morte è la fine di tutto e nessun prato verde o terreno di fuoco ci aspetta oltre essa, non ci sarà una luce divina o una scala infernale, non saremo in fila ad aspettare il nostro giudizio, non ci alzeremo al cielo per compiere il nostro viaggio, nessun Virgilio sarà al nostro fianco per aiutarci e nessuna Beatrice ci accompagnerà alla luce.

La morte non è un preavviso, non è un attesa, è il sonno eterno e nient’altro, non saremo in cielo ad assistere i nostri cari, non avremmo la forza per operare ancora dall’alto. La nascita è l’inizio di tutto, prima di essa non sentiamo, non parliamo, non proviamo; e la morte è il completo opposto non c’è divinità che ci attende non c’è eterna condanna non c’è nulla: “dal nulla nasce vita e con la morte in nulla si tramuta” . La terra si muta in marcio allegandosi a una specie umana che crede nell’impossibile, perché arrivare a questo?  perché non accettare semplicemente che siamo trapasso dell’eternità? perché esigere qualcosa che non ci verrà mai dato? se per vivere abbiamo bisogno dell’illusione preferisco morire può tosto che vivere una falsità! Mi cingo attorno a questa collettività così limitata e mi distinguo affinché un dì non si espelle tutta quest’incompetenza; vivere una vita da incompetenti è grave ma vivere una vita da incompetenti inconsapevoli è molto peggio, è come affrontare un deserto con la consapevolezza di avere bisogno di acqua ma ci illudiamo che possiamo farcela! In fin dei conti nessuno mai potrà svelare questo segreto, nessuno mai potrà dire che ciò che dico è giusto o sbagliato, e quindi l’umanità continuerà nel suo viaggio allusivo e fantastico, per poter vivere in pace  con la coscienza e sapere che in qualsiasi sbaglio fatto verrà affidata una punizione, che in qualsiasi azione buona compiuta verrà ripagata una pena mancante.

Se quest’esistenza ha davvero un senso ancora per noi, allora non costringo nessuno, ma invito a pensare sulle proprie origini e sulle proprio eventuali decisioni, perché nel mio inconscio so che pochi si sono inviati  a proporre le proprie idee, sul presupposto che un essere umano nasce in un modo, si decide già di per se che muoia nello stesso modo. A ogni uno deve essere data l’opportunità di avere una propria esistenza, se già dalla nascita abbiamo qualcosa che ci indirizza a opinioni differenti dalle nostre, noi cresceremo sempre con il presupposto che le nostre idee sono errate; chi può permettersi di fare tutto ciò?... lascio a voi l’immaginazione, a voi la dignità di dire che nessuno può decidere per l’altro, nessuno può avvalere una persona a compiere qualcosa che non gli è di diritto, ma qualcosa che gli viene imposto in un momento che non può decidere. Tutto questo può sembrare insensato, già mettere al mondo una persona significa essere padroni di gestire la sua nascita, poi se vogliamo anche decidere il suo futuro allora siamo ipocriti illusionisti che vagano tra una divergenza e l’altra per non subire l’offesa di dichiarare che siamo tutti al mondo per nessuna opera divina ma per effetto “naturale della natura”, e quindi sofferenze e delusioni sono subite senza nessun ripago, questo significherebbe sconvolgere l’umanità intera, dichiarando loro che un qualsiasi movimento è deciso dalle proprie leggi e non da quelle di qualcun’altro. Le persone sono religiose per affondare le proprie responsabilità, per poter dopo aver sbagliato confessare i propri peccati ed essere perdonati dalla propria coscienza..."UNA VITA SENZA PECCATI"

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Non so che farci il passato continua a prendermi a calci, talmente forti da trovarmi senza le mie armi. Nuda, spogliata da una realtà cruda, questa tortura che consuma l'armatura chiusa in quattro mura. Chiara, mille problemi come molti,
racconti di spogli raccolti, t'accorgi che non si può viver di ricordi, parli con sordi, li scordi come sogni, ma lascian solchi in un tempo che non riavvolgi. Dicevano che il tempo passa e mi guariva, eppure dentro brucia questa fiamma ancora viva. Com'è che chi consiglia rende tutto facile, e poi ti dicono che il male aiuta a crescere. Scusatemi non ce l'ho fatta,
giuro, che ho messa tutta me stessa, sono onesta, cosa mi resta? Di qualche lettera che ho scritto in una stanza
e quello che mi manca è avere inchiostro e carta per scriverne un'altra. No non mi basta, no, non ti basta,ed ora porta via il tuo nome dal mio cuore ne ho abbastanza. Mi vesto con quello che capita e 21 grammi della mia anima lontani da chi li contamina. E' tempo di voltare pagina, asciugare un'altra lacrima, una ferita aperta sanguina, e non rimargina.

Fumo una malboro e mi prometto di smettere, ma più mi nego un vizio e più è propizio che lo voglia prendere. …Mi sento sola troppo spesso, il prezzo è quel che ho perso, cresco e mi rinfresco con quelacosa di diverso. Borderline e mi sento al limite,
ho cose da dire che nemmeno la graffite riesce a incidere. Ma tocca vivere anche quando non ne hai voglia, è un'altra porta che si chiude e tu di aprirla non ne hai forza. Cosa mi importa, mi sono accorta, che ho qualche impronta sulla pelle che mi scotta e non si scorda. Cosa ne sa chi solo qui mi ascolta, chi prende forza dai miei abbracci e non li ha dati mai una volta. Mi sento debole quante persone gelide,la vita è tanto semplice, quanto difficile da prendere. Mi sento stanca, cerco a stento una pausa, una vita calma,
perchè ha solo incertezze chi canta. Ed è la storia di chi nasce e vive d'arte, ed è una cosa che non si capisce se non ne fai parte.
E proprio nell'istante in cui è importante avere risposte alle mie domande, il mio dio è da un'altra parte.



Devo cambiare aria, fa male a respirarla, la sabbia scappa dentro una clessidra ed io non so fermarla. Piove troppo spesso cresco con il riflesso dell'asfalto. Pozzanghere di candide lacrime cadon dall'alto.Il cuore mi si spezza e un'altra sberla pesta alla mascella,
ed è più esperta ai cazzi miei la gente che professa indifferenza.Sapienti vipere il mio vivere mi vide ad un bordo limite e le critiche maligne sanno uccidere. Ma sono viva e questa sfida non si ciba di briciole, di indole se sudo lascio aloni tipo sindone.
Il canto mi alimenta, come placenta nel parto. E quanti amici veri ho accanto e quanto x inganno? Non ci credo più ne ho visti troppi ed è opportuno, ho doppi gli anticorpi ora non credo più in nessuno. Fragile, mi sfogo in pagine, rimbocco le mie maniche
e mi pare che se ipocrite, nessuno è indispensabile. Grata se mi ammiri, nata tra deliri, incazzata vita avvelenata alla Guccini.
Bordeline tutto e niente, solo guai tra corpo e mente, dipendente da un pensiero diffidente. Confusioni tra le azioni e propositi buoni,
chi cresce tra due fuochi e chi per dolori ha due cuori. Tesso le mie lodi di una vita senza doni e come noti ho più coglioni di chi dorme sugli allori, e questa va ai miei amori!

 

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